Come nasce Vita Da Femmina

fare la muta rinnovarsi

Vita da femmina nasce dal desiderio di vivere me stessa e il mondo a modo mio. Da femmina, appunto. Ad accendere questo desiderio, sono state Gianna e Giovanna di Labodif che a vivere da femmina, lo insegnano di mestiere. E ce n’è bisogno? C’è bisogno che ci sia qualcuna che lo insegni? Si ce n’è bisogno. Perché, come scrive Gianna:

La differenza tra uomini e donne non è solo biologica, culturale, storica: è una differenza simbolica. È qualcosa che viene prima, prima dei corpi, prima delle idee. Donne e uomini siamo due. Diverso modo di pensare, agire, sentire. E invece trionfa l’uno, apparentemente neutro e universale, e in realtà maschile.

Se vivi nell’illusione dell’uno, neutro e universale, finisce che disimpari a vivere da femmina. Finisci che disimpari ad essere te stessa. E c’è bisogno di altre femmine per reimparare. C’è bisogno di altre femmine che ti insegnino come si fa. Altre femmine, come Gianna e Giovanna di Labodif. Capita, a volte, che Gianna e Giovanna insegnino a vivere da femmina a suon di versi. Come quelli di Wislawa Szymborska. Questi, per l’esattezza:

Scrivere un curriculum
Cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.
E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e ricordi incerti in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza un perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su, cani gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa,
che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che triturano la carta.

Sono versi che avevo già letto, chissà dove in giro per la rete. E anche allora mi avevano colpito. Mi avevano ricordato il disagio che provo ogni volta che leggo il mio curriculum. Che poi, di me alla fine, c’è ben poco.Ma non posso scriverlo altrimenti. Date, indirizzi, titoli, voti ce li devo mettere. Il mondo li richiede, li reclama. Anche se non sono me. Cifre, sigle, diciture, ci devo mettere anche quelle. Che sennò non mi assumono. Ma tanto poi non mi assumono lo stesso. E allora l’unica cosa che sento è davvero quel fragore. ‘Il fragore delle macchine che triturano la carta’.
Quegli stessi versi li ho riletti, poi, tra i banchi del mio primo corso Labodif. E con la mediazione di Gianna e Giovanna, il fragore non l’ho sentito più. Tanto forte hanno risuonato i paesaggi, i ricordi, le cianfrusaglie, i sogni, le persone che conosco. Tanto forte ho risuonato io. Che, finalmente, mi son vista. Eccomi. Non sono una che nel mondo non ci sa stare. Ma una che nel mondo ci sta già. Ma desidera starci a modo suo. Da femmina, appunto. Allora l’ho riscritto il curriculum. ‘Come se parlassi con me stessa’. ‘Senza evitarmi’.
E l’ho pubblicato qui, sul mio blog. Non appena l’ho fatto, anche il mio blog si è acceso. Di desiderio. E, insieme a me, ha fatto la muta. Si è lasciato dietro la vecchia pelle. Quella di mostriciattolo verde e informe. Quella di Blob Blog. Si è rigenerato. È rinato Vita da femmina.


10 thoughts on “Come nasce Vita Da Femmina

  1. Secondo me, Annina, noi non disimpariamo a vivere da femmine. Proprio non lo impariamo perchè sin da piccole il nostro essere femmina è costruito sulla base di stereotipi di genere funzionali al mondo maschile. Ti ritrovi a giocare a fare la casalinga che cucina la pasta prima ancora di mangiarla veramente per la prima volta.. e se crescendo scopri che non ti piace questo gioco ti senti frustrata. La stessa frustrazione che provi, da grande, quando non ti piace cucinare per il tuo compagno e senza neanche capire perchè ti senti in colpa. E poi capisci che ti senti così perchè non lo fai o perchè non lo fai volentieri.

    • Secondo me, non so come, quando o chi qualche lezione me l’ha data. Però poi ad un certo punto, non so come, quando o chi mi ha detto che non andavano bene e le ho disimparate. Io lo sento che qualcosa già la so, ma devo capire bene come applicarla. Comunque insieme, ce la possiamo fare 🙂

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