#ProvaCostume

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Mare, spiaggia, estate, donne, prova costume, Marylin Monroe, dive

Photo by L J Willinger/Getty Images

Abbandono lo zaino a terra. Libero i piedi dalle scarpe. Chiudo gli occhi e assaporo il morbido tepore della sabbia sotto i piedi. Libero anche il corpo, da maglietta e pantaloncini. È strano, all’inizio. Ho sempre bisogno di qualche secondo, per abituarmi alla mia pelle. Realizzo di averne una, solo alle carezze del sole, al solletico della brezza marina. Bene – mi dico, portando le mani ai fianchi – è arrivato il momento della prova costume.  Continua a leggere »


Strana come te, Frida

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Annaccì alla mostra di Frida Khalo

Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo, ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci deve essere qualcuna proprio come me che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io.

Frida Khalo.

«Vado alla mostra di Frida Khalo!» è stato il mantra delle mie ultime settimane. E per giustificare l’incontenibile entusiasmo dicevo: «Frida non è solo la mia pittrice preferita è…» e con la bocca dischiusa, alla ricerca di parole, alla fine, allargavo le braccia. Come a dire è tanto e più di tanto.

Ora che alla mostra ci sono stata, le parole per dirlo ce le ho. Continua a leggere »


Erika di Cuoche in vacanza

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Le mani di Erika a lavoro

Cuoche in vacanza

sito: Cuoche in vacanza

blog: Cooking classes in Tuscany

info: info@cuocheinvacanza.it

Non sono sfide. Sono proprio botte di vita!

L’avventura. Erika la chiama così, la storia di Cuoche in Vacanza, sul suo blog. Quando le chiedo di raccontarmela, Erika sospira, sorride, alza lo sguardo e allarga le mani. Per le avventure, le parole non bastano. Ma, alla fine, arrivano anche loro. E arrivano col botto: «l’avventura è stata la rinascita». E al suono di questa parola, ‘Rinascita’, tra le più femminesi che conosca, vibro, intimamente. ‘RINASCITA’, mi affretto a scrivere sul quaderno, a sorrisi cubitali. Che noi femmine, rinasciamo spesso. E rinasciamo, sempre insieme ad un’altra. «Per ricominciare, hai bisogno, sai, di quella complicità che c’è tra donne» mi conferma Erika. Che anche lei è rinata, insieme ad un’altra. È rinata insieme a Lella.

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Storia di un’avventura butese: tra monti, cibo e sorrisi

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Frantoio Rossoni, ingranaggi

Frantoio Rossoni, ingranaggi

È sabato mattina. Fagottino in spalle, metto piede in terra butese. L’aria frizzantina solletica le narici. Lo scroscio del Rio Magno, lento, incessante, allieta le orecchie. Il verde dei boschi, lassù in montagna, riposa la vista. Presto, anche il palato avrà la sua dose di piacere. Per ora, c’è da incamminarsi. Il convegno sta per iniziare.

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Al Med-Diet Buti, si mangia e si vive mediterraneo

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dieta mediterranea buti pisa toscana tradizione cucina

Questo fine settimana, a Buti, un grazioso paesino arroccato sui monti pisani, si terrà il Med-Diet Village, la manifestazione dedicata alla dieta mediterranea. Una tre giorni di buon cibo, balli, canti e tante mani di valore a lavoro. Il tutto, in un’atmosfera di festa e convivialità. In puro stile mediterraneo, insomma. Io sarò lì, a magnare, girottolare e chiacchierare. Per raccontare quel che accadrà, sempre in femminese, ovviamente.

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Funghetti di caprese

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antipasto veloce originale caprese

I pranzi in famiglia. Quelli delle feste. Siamo al 24 gennaio, ma ne conserviamo vivo il ricordo.
Il ricordo di quei pranzi che ne conosci l’inizio, ma finché non finiscono, ne ignori la fine. Di quei pranzi, che in realtà, si ignorano ben altri momenti. I momenti del ‘cosa cucino’, del ‘cosa mi serve’ e del ‘quanto me ne serve’. I momenti del ‘mi dia un etto di questo e mezzo kilo di quest’altro’. I momenti delle mani in pasta, delle pentole sul fuoco e delle teglie in forno. I momenti creativi. Quelli delle mamme.

Sono quei momenti che ignori, finché non li vedi. Finché non vedi tua mamma trasformare una mozzarellina nel gambo di un funghetto e un pomodorino, nella sua calotta. Finché non vedi tua mamma, china sul funghetto di caprese, con uno stuzzicadenti tra le dita, mentre decora la calotta con pois di maionese. Finché non vedi tua mamma fare tutto questo e sorridere. Di quel sorriso che tante volte ho visto accenderle il viso. Il sorriso della bambina che era e che continua ad essere. 

Sono momenti meravigliosi. E quando li vedi, vedi tua madre e, in lei, vedi te.

[E se leggendo, vi è venuta voglia di far sorridere la bambina che è in voi, potete trovare la ricetta dei Funghetti di caprese qui, su questo sito: Architettando in cucina]

 


Turista a casa mia #3

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Lecce Puglia

Continua da Turista a casa mia #2

Più di vent’anni.

«Sai, io e lei siamo amiche da più di vent’anni», spiega Marina ad Alessandra.

«Che bello», commenta Alessandra. E sospira.

Io e Marina ci guardiamo, sorridiamo. Con morbido orgoglio. Per il tempo prezioso che c’è tra i nostri sguardi. Tra i nostri sorrisi.

Quel tempo, più di vent’anni, che «anche se poi riparti è come se fossi sempre accanto a me».

Quel tempo, più di vent’anni, che ci fa trangugiare un ipercalorico rustico leccese con lo stesso gusto di quando, da piccole, facevamo merenda a colpi di latte, pane e nutella.

Più di vent’anni. Lo devo ripetere. Per abituarmici. Perché ora lo posso dire. Prima non potevo. Ora lo posso dire che più di vent’anni fa ero li. Proprio lì.  E facevo quello. Proprio quello. E non qualcos’altro.

Ora posso dire più di vent’anni come se fosse ieri.

A pochi metri dai nostri sguardi e sorrisi, un ulivo. Che è uno, però è due. Che è fermo, però danza. E danza sulle note che salgono dalle pietre dell’anfiteatro. E cantano Amami Alfredo.

Per quell’ulivo più di vent’anni è veramente ieri. Per quelle pietre è oggi.