Quando ho smesso di inventare filastrocche?

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segui vdf

Su una panchina, a occhi chiusi e cuore aperto, mi nutro del primo sole di giugno.

All’improvviso intercetto battiti di mani e due voci. In coro.

Una bambina [clap clap clap] piccolina [clap clap clap]

Sono voci di bimbe che intonano una filastrocca. E la ritmano, a quattro mani.

grassottella [clap clap clap] ma molto bella [clap clap clap]

Voci e battiti suonano nell’aria. E mi risuonano dentro. E da lì, da dentro, fanno eco altre voci, altri battiti. I miei. Quelli della bimba che ero.  Continua a leggere »


LaAVventura verso terre lontane

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LaAVventura di Vita da femmina

Arezzo 1 giugno 2014, VI Giornata Nazionale LaAV-Letture ad Alta Voce

Sono a bordo del treno delle 7:20. Destinazione: Arezzo. E non solo. Che le mie compagne di viaggio sono Chiara&Chiara, lettrici ad alta voce. E con loro, le destinazioni sono sempre tante. In pochi tratti di rotaie, mi ritrovo nei giardini di Kensignton. Peter suona il flauto e le fate gli danzano attorno. Il treno continua a scorrere, lungo i binari. Saluto Peter, le fate e mi accuccio, dietro un muretto, insieme ai Ridarelli. Aspetto che il signor Mack pesti la ‘supercacca’ del cane Rover. Splash! Rido. D’altronde, Mack se l’è proprio meritato il trattamento Ridarelli. Non si sgridano i bimbi e le bimbe senza ragione.

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A lezione da Emily #1

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emily dickinson

«Per me, leggere significa viaggiare, come in quella poesia di Emily Dickinson», mi aveva detto Daniela del Circolo LaAV di Pisa.

L’ho cercata quella poesia, eccola:

Non esiste un vascello veloce come un libro
per portarci in terre lontane
né corsieri come una pagina
di poesia che si impenna –
questa traversata
può farla anche il povero
senza oppressione di pedaggio
tanto è frugale
il carro dell’anima.

La leggo. Per prepararmi alla Sesta Giornata Nazionale LaAV-Letture ad Alta Voce, da un’autorevole maestra di femminese.

La leggo e mi tornano alla mente altri versi. Quelli di Wislawa, dalla poesia ‘Come scrivere un curriculum’. Che quando scrivi un curriculum, di quelli che li scrivi ‘come se non parlassi con te stessa’, ‘i viaggi contano solo se all’estero’.

Le leggo le mie maestre di femminese e penso al mio curriculum, quello autentico. Sarà bene che lo aggiorni con la sezione viaggi’. Che di traversate, su vascelli veloci, verso terre lontane, ne ho fatti tanti.


A lezione da Wislawa #1

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Wislawa Szymborska

21 Marzo 2014, Giornata Mondiale Della Poesia. La primavera inizia a suon di versi. Anche per Vita Da Femmina, che a suon di versi ci è nata. I versi erano quelli di Wislava Szymborska, madre simbolica e meravigliosa maestra di femminese.

Ma di madri e maestre, Vita Da Femmina, ne ha tante. E sarà, la primavera, sarà il compleanno che si avvicina, sento il desiderio di nominarle tutte, una ad una. Nella nuova rubrica A lezione di femminese. E la inauguro con lei, proprio con Wislawa.

Ritratto di donna- Wislawa Szymborska

Deve essere a scelta.

Cambiare purché niente cambi.

É facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.

Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,

neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.

Dorme con lui come la prima venuta, l’unica al mondo.

Gli darà quattro figli, nessuno, uno.

Ingenua, ma è un’ottima consigliera.

Debole, ma sosterrà.

Non ha la testa sulle spalle, però l’avrà.

Legge Jaspers e e le riviste femminili.

Non sa a che serve questa vite, e costruirà un ponte.

Giovane come al solito giovane, sempre ancora giovane.

Tiene nelle mani un passero con l’ala spezzata,

soldi suoi per un viaggio, lungo e lontano,

una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.

Dove è che corre, non sarà stanca?

Ma no, solo un poco, molto, non importa.

O la ama, o si è intestardita.

Nel bene, nel male, e per l’amor di Dio.