Strana come te, Frida

Postato il

Annaccì alla mostra di Frida Khalo

Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo, ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci deve essere qualcuna proprio come me che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io.

Frida Khalo.

«Vado alla mostra di Frida Khalo!» è stato il mantra delle mie ultime settimane. E per giustificare l'incontenibile entusiasmo dicevo: «Frida non è solo la mia pittrice preferita è...» e con la bocca dischiusa, alla ricerca di parole, alla fine, allargavo le braccia. Come a dire è tanto e più di tanto.

Ora che alla mostra ci sono stata, le parole per dirlo ce le ho. Continua a leggere »


Daria Palotti

Postato il
Mani D'Aria a lavoro

   Daria Palotti

Pagina Facebook: Daria Palotti

Pinterest: Daria Palotti

Niente succede in un giorno. 

Daria si rifugia dietro la sua postazione. Il grande tavolo di legno, pieno di tubi, colori e pennelli. Al centro, svetta lei, la creatura a cui sta lavorando. È la sirena in terracotta. La riconosco. Dalla manina. Quella che, pochi giorni prima, Daria ha pubblicato su Facebook. «Non so perché, ma 'la manina' ha riscosso un sacco di successo», dice Daria. È basita e divertita, al tempo stesso. Io, intanto, mi sono persa. Tra le dita di quel dettaglio, così potente. Ci sento la cura, la dedizione, la forza creatrice di altre dita. Quelle di Daria. «Guarda», mi dice lei. Sollevo lo sguardo, dalla manina e mi lascio guidare, verso altri dettagli. Gli occhi. «Ci ho spennellato della colla vinilica. Sai, per fare l'effetto lucido. Che così, sembrano vivi». Li guardo quegli occhi. Mi guardano, anche loro.

Continua a leggere »


Sandra di ‘Charlot Non Solo Merceria’

Postato il
merceria cucito creativo patchwork artigianato pisa toscana

 Charlot Non Solo Mercheria

Via C. Fedeli, 7, Pisa

Blog: Charlot non solo merceria

Facebook: Pagina Charlot non solo merceria

Quando passo il filo nella cruna dell'ago, è un momento magico. 

Sandra è una donna accesa. Me ne accorgo subito. Dal sorriso. Che Sandra sorride come la bimba che ancora vive in lei. Quella bimba che, a 8 anni, stressava la madre, perché comprasse una merceria. La stessa che, a 28, la merceria l'ha comprata da sé. Quella bimba che poi, a  52, ha realizzato il sogno di sempre. Una merceria non solo merceria.

Continua a leggere »


Silvana di ‘Le borse d Silvana’

Postato il

mani di silvana a lavoro

Le Borse di Silvana

Per vederle: www-macsi.blogspot..it

Per acquistarle: silvanalib@gmail.com

'Hai davanti a te un contenitore di sogni'

«Ho iniziato a fare borse solo da un anno», mi rivela Silvana. «Solo da un anno?!», esclamo io che l'ho ascoltato il fiero silenzio delle sue borse. E dice tutt'altro. Dice di mani esperte. Esperte di quell'esperienza intensa, totale.

Ed è così, in effetti. Lo scopro dopo. Dalla voce argentina di Silvana. Che le borse le fa solo da un anno, ma è da una vita che fa tutto. GraficagioielliquadriMarmellate, addirittura. E poi, fiere, mercatini, mostre. A Torino. La sua Torino. E a New York. E a Parigi. Ora, anche in Toscana.  «Io sono una che non si ferma». Silvana chiosa, così, il racconto del suo percorso. Con sguardo fiero, come le sue borse. E dopo una pausa, di quelle pause che preludono a tanto, Silvana si accende in un sorriso. Vispo, vitale. E aggiunge: «Stellina, guardami: hai davanti a te un contenitore di sogni». A queste parole, mi accendo. Anch'io, in un sorriso. Affascinato, ammirato. Silvana viene al mondo insieme ai suoi sogni.

Continua a leggere »


Turista a casa mia #2

Postato il

Lecce Puglia

Continua da Turista a casa mia #1

Ascoltando le pietre parlare. Osservando le pietre danzare.

Faccio la strada a ritroso. Verso il cuore. Verso La Piazza. Piazza Sant'Oronzo. Ed è grande. Così grande che uno sguardo non basta, per abbracciarla tutta. Ma è di quel grande che accoglie, piazza Sant'Oronzo. Come Oronzo. Che Lecce la protegge. Dall'alto altissimo della colonna. Di quella colonna che ancora sa di sale. Ma La Piazza, non è solo Oronzo. È anche pietre. Pietre di anfiteatro. Che parlano. Parlano la lingua della storia. Quella che anche se non la capisci bene, la senti. E ti emoziona. Non solo. La piazza è la Lupa. E anche lei la città la protegge. Ma da madre. Dal basso bassissimo della terra.

Mi inoltro nelle periferie del cuore. Senza meta. Come un'esploratrice. Di qua e di là, per i suoi angusti e graziosi vicoli. Bianchi e pulsanti. Di forza creativa. Come quella dell'artigiano che con la carta straccia ci fa madonne, angeli e contadini. Mi perdo nelle periferie del cuore. E nei suoi dettagli. Come la conchiglia sulla porta di quel palazzo. O lo stemma sulla portone di quell'altro. O quel drago. Che regge il lampione, all'entrata delle poste.

Continua a leggere »


#Scampolo

Postato il

Scampoli

Scampolo. Una parola che mi rincorre.

Su Facebook. Tra le notifiche di Una parola al giorno. Dove «è molto tenera l'immagine del pezzetto di stoffa che è scampato alla cucitura».

Per strada. Tra le bancarelle di una festa. Dove gomitoli e gomitoli di scampoli giacciono in due grosse ceste e sognano di diventare come loro. Come i graziosi monili in mostra, poco più in là.

A cena. Tra le chiacchiere per conoscersi meglio. Con lei che un lavoro non ce l'ha e con gli scampoli, anche lei, ci fa i braccialetti. «Richiedono tanto tempo» mi dice. E poi, mi mostra le sue creazioni. E le si illuminano gli occhi.

Mi rincorre la parola scampolo. E ogni volta risuona. Ed evoca. Un'immagine precisa, nitida. La scatola rossa nel primo cassetto della madia. La scatola dove riposavano, colorati e dolci, i vestiti delle mie bambole in potenza.