#ProvaCostume

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Mare, spiaggia, estate, donne, prova costume, Marylin Monroe, dive

Photo by L J Willinger/Getty Images

Abbandono lo zaino a terra. Libero i piedi dalle scarpe. Chiudo gli occhi e assaporo il morbido tepore della sabbia sotto i piedi. Libero anche il corpo, da maglietta e pantaloncini. È strano, all’inizio. Ho sempre bisogno di qualche secondo, per abituarmi alla mia pelle. Realizzo di averne una, solo alle carezze del sole, al solletico della brezza marina. Bene – mi dico, portando le mani ai fianchi – è arrivato il momento della prova costume.  Continua a leggere »


Storia di un’avventura butese: tra monti, cibo e sorrisi

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Frantoio Rossoni, ingranaggi

Frantoio Rossoni, ingranaggi

È sabato mattina. Fagottino in spalle, metto piede in terra butese. L’aria frizzantina solletica le narici. Lo scroscio del Rio Magno, lento, incessante, allieta le orecchie. Il verde dei boschi, lassù in montagna, riposa la vista. Presto, anche il palato avrà la sua dose di piacere. Per ora, c’è da incamminarsi. Il convegno sta per iniziare.

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Il seme alato

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semi volanti

«Questi sono per voi!» esclama venerante Nicoletta. Sì, proprio quella Nicoletta.

E così, mi ritrovo in mano, non so bene cosa. Una foglia? No, sembra più un’ala. Oddio. Se è un’ala, tutto il resto dov’è? Penso tra me, cercando di mascherare l’orrore.

«È un seme!» esclama Nicoletta che forse non ha percepito l’orrore, ma l’ignoranza, sì. Evidentemente.

Guardo meglio. In effetti, alla base dell’ala c’è un sacchetto. Un sacchetto pieno.

Realizzo, allora, di avere tra le mani qualcosa di fantastico: un seme alato!

Mi affretto a custodirlo. Tra le pagine della mia agenda. Come i fiori tra i diari di bambina.

Torno a casa. La routine scaccia via il seme alato dalla memoria. Ma la sera, prima di andare a letto, è la stessa routine a ripropormelo.

Apro l’agenda. Come faccio di solito per controllare gli orari dell’indomani. Il seme alato, allora, cade. Anzi, vola.

Spiraleggia nell’aria. E sorrido. E lo lancio. Per vederlo spiraleggiare ancora. Salgo sul letto. Lo lancio anche da lì. E il seme alato spiraleggia. Ancora ed ancora. Ed io sorrido. E penso: «Che bello! Non si smette mai di imparare da Nicoletta».