#Metro

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Giallo. Morbido. Da sarta. Lo riconosco. È il metro con cui a 16 anni misurai seno, vita e fianchi. Non ricordo i numeri. Ricordo la sorpresa di scoprirmi fuori misura. Ricordo l'inquietante disagio che seguì a quella sorpresa. E i tentativi di stringere e allentare il metro.  Per starci, in quelle misure.

Ora lo so. Quel metro era il metro del neutro universale maschile. Che astrae, standardizza. Neutralizza la differenza e le differenze.

È lo stesso metro che misura la frequenza settimanale dei manicaretti di una brava moglie. La quantità di accertamenti pre-parto di una brava madre. La dominance di una donna di successo.

Dopo anni, la vista di quel metro, giallo, morbido, da sarta è ancora capace di rievocarlo quel disagio. Il disagio di sentirsi fuori misura. Ma, ora, quel disagio è un po' meno inquietante. Perché l'unità di misura è maschile. Io no.

D'altronde, si può misurare il pane in joule?


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