#Crisi

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Osservatorio Labodif #Comunque

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Crisi. Deterioramento. Incrinatura. Caduta. Sconvolgimento. Scoppio. Esplosione. Boom!

‘La Crisi’. Quella con l’articolo davanti e la C maiuscola. Proprio quella lì e non un’altra. Quella sulla bocca di tutti. Quella che ‘sai, con la crisi i consumatori non consumano, i datori di lavoro non danno lavoro, i lavoratori non lavorano’. Sob! 

E poi ci sono le crisi di pianto, quelle di panico, di ansia. Le crisi isteriche. Ahhhh!

E poi c’è la mia crisi. Quella che quando dico: ‘sono in crisi’ dico ‘Boom! Sob! Ahhhh!’. Ma vorrei dire altro. Perché lo sento che c’è altro. In me. Nella parola. ‘Le parole sono magiche. Svelano’, mi ha sempre detto Gianna di Labodif. ‘Occorre andare all’origine’. Ci vado:

Crisi dal greco Krisis=scegliere, decidere.

Ecco. Lascio che krisis, la mia, la nostra crisi, scorra lenta dalla mia bocca. KR-I-SI-S. E, allora, sento la ‘K’, dura, secca scricchiolare con la ‘R’ e poi, insieme, ‘KR’, arrampicarsi, a fatica, su per la ‘I’ e, finalmente, scivolare in un lungo infinito sibilo: ‘SIS’. E al suono di quella ‘S’ finale, lì dischiusa al mondo, vibro. Vibro di melodie ancora sconosciute, ma che già risuonano in me.

Sorrido. Lo sapevo che c’era dell’altro.

 


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