Turista a casa mia #1

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Fagottina

In modalità passeggiata

Lì, dove la madonna salva la gente dai terremoti. Lì, dove i folletti fanno le trecce ai cavalli, non esistono tabelle degli orari, sotto le fermate degli autobus. Devi chiedere al bar di fronte. E la barista sa sempre tutto. E ti risponde con un sorriso. Internet e le tabelle non lo fanno mai, che ti sorridono

Dei sorrisi, quelli veri, io mi fido. E faccio bene, perché l’autobus arriva. Fagottina si accomoda accanto a me. Ed è così bella. La mia sacca-zaino di fricchettoniana memoria. Anche i colori di là dove finisce la terra sono belli. E me ne faccio una scorta abbondante. Come i cammelli con l’acqua nel deserto.

«Uhm, Piazza Mazzini  non è cosi vicina dalla stazione». mi dice lei, Eleonora. Simpatica morettina, dagli occhi vispi. Lei “Che per favore, mi aiuteresti a fare i biglietti alla macchinetta? Non l’ho mai fatto”. Lei che è in  treno da tre giorni. Per un colloquio, a Firenze. E visto che c’era  si è fermata a Salerno, da amici. «Alla stazione viene a prendermi mia mamma, se non ha fretta, ti diamo un passaggio.», continua Eleonora. Dopo una breve pausa. Ed io che sono sensibile alla bellezza dei pensieri spassionatamente gentili, mi emoziono. Ma declino. «Ti ringrazio, ma sono partita in modalità passeggiata.».

Saluto Eleonora. Le faccio l’imboccalupo. Per il colloquio. E, Fagottina in spalle, metto la strada sotto i piedi. Aveva ragione Eleonora. Piazza Mazzini sembra non arrivare mai. Ma il percorso vale tutti i miei passi. Perché attraverso il cuore della città. E a me i cuori piacciono tanto. Specie quello di Lecce. Dove il piccolo e il grande convivono in armonia. Perché l’uno esalta altro. Ma è meglio che mi dia una mossa. Nel cuore, ci ripasserò con calma, dopo. Ora, devo raggiungere Marina. La mia migliore amica.

“Sono soletta a Lecce. Dai vieni a trovarmi!”, mi aveva scritto Marina. Lei a Lecce ci lavora. In un negozio di saponi. Sabon. In ebraico, Sabon, significa sapone. Mi spiega Alessandra. Che quei saponi li vende come se li avesse fatti lei, la notte prima. Sabon vende anche intrugli vari. Profumati e coccolosi. Come la cremina sabbiosa che Marina mi fa spalmare su mani e braccia. «È il nostro rito di benvenuto.», mi dice con il suo sorriso. Di quei sorrisi veri che sorridono anche gli occhi. Poi mi fa strada verso una splendida fontanina di pietra. Proprio al centro del negozio. E sotto l’acqua di quella splendida fontanina, la cremina sabbiosa la lavo via. E cavolo se ho la pelle liscia. Come una pesca! E profumata, anche. Come una rosa!

Arrivano clienti. Cedo a loro i sorrisi veri della mia migliore amica. E vado via. Verso il cuore di Lecce. Di nuovo con la strada sotto i piedi. Ma liscia come una pesca e profumata come una rosa.


One thought on “Turista a casa mia #1

  1. Alle volte non ho neanche il tempo per respirare, ma il tempo per leggere quello che scrivi lo trovo sempre, anche se non sempre te lo dico…. Ti voglio bene, mi piace molto quello che scrivi e mi impegnerò per ritagliare dello spazio per te, lavori in corso promesso!

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