Queste cose a volte capitano

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Ph. Norman Parkinson, c.1950s.

Scorro lo stream del mio profilo Facebook. L'indice si ferma sull'immagine di una ragazza dal sorriso autentico. Nell'era dallo scatto facile, è raro trovare foto così, con sorrisi autentici. Sotto la foto, scorgo il titolo di un post: "Stella". Secco, essenziale, come se non ci fosse bisogno di dire altro. Apro il link. Realizzo che si tratta del blog "Ci penso e vi faccio sapere" della mia cara amica Elisabeth. Scopro che

Stella è un’amica, di quelle con la A maiuscola.

Sorrido. Elisabeth scrive della sua amica Stella. Non di un fidanzato, di un ragazzo che le piace. Scrive di un'altra femmina e la presenta così:

Una stella di nome e di fatto... la mia, quella che mi guida quando perdo la rotta nel mare della vita.

Leggendo queste parole, mi sento come Virginia Woolf. Sì proprio come Virginia Woolf, mentre in "Una stanza tutta per sé", sfoglia a caso le pagine del primo romanzo di Mary Carmichael e le prime parole che legge sono:

Cloe aveva una simpatia per Olivia.

«Non sorprendetevi. Non arrossite», tranquillizza ironicamente Virginia, «Qui fra noi, ammettiamo che queste cose a volte capitano. A volte le donne hanno simpatia per le donne». E vi tranquillizzo anche io, non sorprendetevi, non arrossite, perché se Cloe aveva una simpatia per Olivia, Elisabeth ha riconosciuto autorità a Stella. Queste cose, a volte capitano. E a detta di Elisabeth, capita anche che una donna, si faccia madre di un'altra, al punto da farsi «crescere le ali per mostrarle come si fa volare».


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