La sveglia delle 6:15

Postato il

Salvador Dalì

La sveglia delle 6:15. Nella top ten delle sveglie più irritanti. E se annuncia una giornata all’insegna della frustrazione (un’altra), la sveglia delle 6:15, la scala vertiginosamente la top ten.

Già, perché quella mattina, avrei dovuto affrontare i “mocciosetti“. Quelli che ho preso a chiamare così, contro ogni etica. Personale e professionale. Quelli che “ci hanno provato tutti! Non riuscirai mai a farci andare d’accordo!”. Quelli che “mi sto a scervellare e per cosa? Per una paga da fame che chissà quando vedrò?”.

Indugio, quindi, nella colazione. Nell’abluzione e nella vestizione. Per allontanarli i “mocciosetti”. Anche solo di pochi minuti. Un paio all’incirca. Quanto basta, però, per vedersi sfilare la Lam Verde. Quanto basta per vedersi sfilare anche la Linea 2.

E, così, impotente, lascio andare la borsa in terra e un «Nooo» al cielo.

L’ostentazione d’impotenza è talmente potente, però, da intercettare il buon cuore dell’autista che ferma l’autobus, apre le porte e fa cenno di salire. Proprio a me!

E, così, potente, raccolgo la mia borsa da terra e il mio «Nooo» dal cielo. E, questa volta, lascio andare un largo sorriso e un appassionato grazie.

La sveglia delle 6:15 non è poi così irritante. In fondo, in fondo.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *