La stanza tutta per me

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img: Dean Cornwell

Non ho mai avuto una casa tutta per me. L'ho sempre condivisa con altri, altre. Ma stanze tutte per me ne ho avute tante. Anche ora, che la casa la condivido col mio ragazzo, ne ho una. Va bene - gli dissi, quando decidemmo di andare a vivere insieme - ma devo avere una stanza tutta per me. Come Virginia Woolf - aggiunsi decisa. Lui annuì. Aveva capito. Senza aver nemmeno colto la citazione al libro che aveva svoltato la mia esistenza, aveva capito che per me era semplicemente importante abitare quella stanza. Semplicemente importante, come posizionare la scrivania, proprio davanti la finestra. Puoi metterla nell'angolo - mi aveva suggerito, lui -  occuperebbe meno spazio. No - gli risposi - qui ci sta precisa, precisa - e, intanto, abbracciavo il perimetro di quello spazio. Allora, la scrivania nemmeno c'era. È arrivata un mese dopo, direttamente dalla cameretta di due sorelle, ormai adulte. Qui ci hanno studiato entrambe le mie figlie - mi aveva detto la signora Veronica, mostrandomi la scrivania, tra gli scatoloni di un imminente trasloco. Passai la mano sulla sua superficie di legno: le incisioni di penne laboriose ne accarezzarono il palmo. "NON APRIRE!!!!", intimava invece, la scritta sul fronte del primo cassetto. A caratteri cubitali, con quattro punti esclamativi a seguito, la scritta si stagliava sul bianco di un tenace adesivo. Traccia di adolescenziale memoria che ho scelto di conservare, preservando l'originaria funzione a cui le cavità di quel cassetto erano state destinate: custodire preziosità. Dopo aver spolverato, rimontato e posizionato la scrivania davanti la finestra, le diedi un nome: Jane, come Jane Eyre. Spero ti porti fortuna - mi aveva detto la signora Veronica, una volta conclusosi l'affare. Lo spero anche io - le dissi, stringendomi nelle spalle. Nell'angolo, affianco alla scrivania, ho accomodato le due librerie: quella che ho avuto in dotazione, insieme alla stanza e la libreria che da dieci anni mi segue a ogni trasloco. Sui loro scaffali, riposano i miei libri.  Fanno parte del percorso - disse, la mia amica Silvia assorta tra le coste dei libri che coloravano la libreria, nella sua stanza tutta per sé.  Ricordo che a quelle parole, risuonai. Le sentii mie. Come sentii, una volta a casa, il desiderio di mettermi in cammino, proprio lì: nella stanza tutta per me, china su Jane, con la finestra pronta ad allargare l'orizzonte di ogni mio sguardo e i libri affianco, ad indicarmi infinite strade possibili. In quel momento entrò lui, il mio compagno e, dalla soglia, esclamò:  - Com'è bella la tua stanza!

[Questo post nasce come riscrittura in femminese del sondaggio Seduzioni d'arredo, condotto Da Dalani portale e-commerce d'arredamento, in collaborazione con eDarling, sito d'incontri]

 

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