Il mio lavoro mi piace un sacco

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«Il mio lavoro mi piace un sacco. È una sfida continua». È Daniela a parlare. Volitiva, come i suoi lineamenti.

Daniela  non è astronauta, né ballerina. Daniela si occupa di recupero crediti.

Ma lo fa a modo suo: «Io li ascolto i debitori. I loro problemi, le loro difficoltà. E, solo alla fine, concordiamo una soluzione. Insieme.» e, mentre dice questo, il suo sguardo, finora obliquo, incontra il mio. Ed è profondo, intenso. Come lei.

Già. A Daniela il suo lavoro piace. E lo fa a modo suo.

E lo fa bene. Perché «nel complesso, riscuoto molto più dei miei colleghi. Ed i miei capi sono contenti».

«Ma non hai paura di farti antipatie?», le chiedo preoccupata.

«L’ambiente di lavoro è molto competitivo. È vero. E siamo tutte donne. Ma io la mattina arrivo lì, tranquilla, con un sorriso e racconto del mio fine settimana» e, inclinando la testa indietro, Daniela scoppia a ridere. Poi, ritorna seria. Improvvisamente. E il suo sguardo incontra di nuovo il mio. Ed è sempre intenso, profondo.

«Cerco di far capire loro che a me non interessa primeggiare, né tanto meno farle fuori. Cerco di far capire loro che si può collaborare. Senza sotterfugi o pugnalate alle spalle. E che collaborando, ciascuna di noi può trarre benefici personali».

«Ma ci stai riuscendo?», le chiedo speranzosa.

«Guarda, io mi diverto» e ride, di nuovo. «Ieri, l’ultimo giorno prima delle ferie, mi hanno fatto le feste. Una collega mi ha detto che le mancherò come il suo cane. È una cosa bella!». E scoppia a ridere. Ancora.

Ah, Daniela fa anche la poetessa.


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