Il mio lavoro mi piace un sacco #2

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[continua da 'Il mio lavoro mi piace un sacco']

«Annaccì, ti devo raccontare tante di quelle cose!» mi dice Daniela, vedendomi arrivare da lontano. «Sul lavoro, vero?».  Daniela annuisce. Con energia. E la scorgo sorridere, attraverso il suo calice di vino. È felice, soddisfatta.

Ed ha tutte le ragioni per esserlo. Daniela è quella mia amica che il suo lavoro le piace un sacco. Quella che recupera crediti, a modo suo. Che i debitori  non li vessa. Li ascolta e ci collabora. E, alla fine, riscuote. Tanto. Più dei colleghi.

I suoi capi sono contenti. Talmente contenti che le hanno rinnovato il contratto e l'hanno assegnata a ben tre aree. «Sono diventata un punto di riferimento», mi dice lei entusiasta. E incredula, anche, perché «ci sono colleghi molto più competenti di me».

Saranno anche più competenti, come dice lei, ma Daniela ha una competenza speciale. Una competenza che la si impara, solo essendo autenticamente se stesse. Glielo dico. Perché, se il valore non lo si nomina, è come se non esistesse.

Daniela flette lo sguardo. Verso il vuoto. E quel vuoto, di risate, sorrisi, parole e note appassionate, Daniela lo penetra.

Poi, all'improvviso, aggiunge: «In effetti, mi hanno chiesto di occuparmi anche di formazione». E lo sguardo di Daniela, allora, intercetta e penetra il mio di sguardo. Sempre all'improvviso. «È difficile, perché devo formare un gruppo di donne. Se gli uomini,  riescono a smorzare le tensioni, le donne no. Sono competitive, diffidenti. Agguerrite, sempre. E, allora, sai cosa ho fatto? Ho cominciato a lodarle». E così dicendo, mi sorride. Le sorrido, anch'io e mando giù un sorso di vino. «A volte le lodo anche senza apparente motivo. Le lodo, guardando al loro potenziale. Che c'è e che vedo». «E funziona?», le chiedo, impaziente. «Si, si funziona. Continuano a fare errori, come prima. Ma ora mi cercano, mi chiamano per chiedere come fare. Prima non lo facevano».

Sorrido, sollevata. Mando giù ancora un sorso di vino. E mi perdo anch'io nel vuoto di risate, sorrisi, parole e note appassionate. E penso. Come mi piacerebbe entrare nel mondo, cambiarlo da dentro, essendo autenticamente me stessa. Come fa la mia amica Daniela.


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