Quando ho smesso di inventare filastrocche?

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Su una panchina, a occhi chiusi e cuore aperto, mi nutro del primo sole di giugno.

All'improvviso intercetto battiti di mani e due voci. In coro.

Una bambina [clap clap clap] piccolina [clap clap clap]

Sono voci di bimbe che intonano una filastrocca. E la ritmano, a quattro mani.

grassottella [clap clap clap] ma molto bella [clap clap clap]

Voci e battiti suonano nell'aria. E mi risuonano dentro. E da lì, da dentro, fanno eco altre voci, altri battiti. I miei. Quelli della bimba che ero. 

divertente [clap clap clap] capricciosa [clap clap clap] e vanitosa [clap clap clap]
Mi rizzo in piedi, aguzzo le orecchie. Seguo il filo di quelle voci, di quei battiti. Per cercarne l'origine.

La trovo. Le trovo. Lisa e Carlotta, all'ombra di un albero.

«Come si chiama la filastrocca che state cantando?», chiedo loro. «Ciribin», mi rispondono, in coro, «l'abbiamo inventata noi».

Sorrido e penso: 'Quand'è che ho smesso di inventare filastrocche?'

«Non sappiamo come finirla», continua Lisa. Intanto, Carlotta, mi guarda e annuisce corrucciata. Suggerisco loro di ricantarla, che le rime chiamano nuove rime.

Lisa e Carlotta seguono il mio suggerimento. E succede, davvero. Che le rime chiamano nuove rime. Anzi, succede di più. Che le rime di Lisa chiamano nuove rime di Carlotta. E viceversa.

La filastrocca continua, in un susseguirsi di rime e battiti. E ricordo.

Non ricordo, quando ho smesso di inventare filastrocche. Ricordo come facevo ad inventarle.

Lo facevo insieme ad altre.

Sorrido. Le bimbe sono tra le più autorevoli maestre di femminese che conosca. Che pure il femminese si costruisce, così. Insieme ad altre, come le filastrocche.

Le invito sul mio blog. «Miraccomando, andateci. Scriverò, sicuramente di voi due». Lisa e Carlotta, si guardano e sorridono. Incredule e lusingate.

Le ringrazio e le lascio alla loro bambina 'piccolina, grassottella, ma molto bella' che, nel frattempo, ha rimediato un cane. 'che mangiava tutto quello che trovava e, poi, furbetto, si nascondeva...'... E, poi, furbetto, si nascondeva...sotto il letto!


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