Cronistoria di un colloquio di lavoro

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img: Katia Mariani, Firenze, 1999

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«A seguito del ricevimento del suo CV in risposta ad un nostro recente annuncio ho il piacere di invitarLa ad un incontro di approfondimento della sua candidatura»

Un colloquio, un colloquio! Ok. Calma e sangue freddo. Quando ho inviato la candidatura? E soprattutto a quale dei tanti annunci? Di quale azienda si tratta? Consulto il foglio Excel "Cv inviati": il mio orgoglio! Gongolando per la mia metodicità, cerco e trovo: è un'assicurazione. Uhm. Va bene. Freno i pregiudizi e studio l'azienda.  Attenzione ai bisogni e al budget del cliente. Ok, pare che il cliente sia anche una persona. Focus su fiducia e onestà. Oh, guarda un po', ha anche un codice di condotta. Ok, sembra eticamente sostenibile. Mi piace, è diversa dalle altre assicurazioni. Coscienza a posto. Più o meno.

Studio la posizione. Doti relazionali, leadership, attitudine imprenditoriale. Uhm. Ok, non mi devo limitare. Ripenso alle mie esperienze. Tutte. E via col consueto bilancio delle competenze. Ok.

Googlo "colloquio di lavoro" e rieccoci con "10 consigli per un buon colloquio di lavoro", "le 10 domande che ti faranno al colloquio di lavoro", " i 4 errori da evitare in un colloquio", "il colloquio di lavoro:sei davvero in grado di affrontarlo?". Millemila post, articoli pieni di«bla bla, sii vincente, ma non troppo bla bla, sii te stesso, ma non troppo, bla bla». Scremo la valanga di informazioni e mi preparo alle domande più frequenti: Parlami di te. Perché vuoi lavorare con noi? Perché saresti la persona adatta a ricoprire questa posizione? Dove ti vedi tra 5/10 anni? Dimmi tre tue qualità. Dimmi un tuo difetto.

Scelgo l'outifit (Real Time docet). Opto per un outifit bicromatico, nero e grigio, puntando sul tocco di luce di una collana minimal: laccio in caucciù con pendaglio argentato e pietra rosa nel mezzo. Ammaestro la criniera, per quanto me lo conceda. Fondotinta, correttore, cipria, blush e mascara. Uhm, sobria, ma poco Annaccì. Baschetto con i bottoncini colorati, e sciarpa coordinata. Ok, sobria e Annaccì.

Training outogeno. Mi sorprendo a sorridere davanti lo specchio, ripetendomi: tu venderai assicurazioni, tu venderai assicurazioni... (Stanislavskij docet).

Autobus, treno e ancora autobus. Via e numero civico, trovati. Anche questa volta non mi sono persa. Peccato che sono 45 minuti in anticipo. Respiri. Ancora prove sorriso. Pipì al bar. I 45 minuti volano via. Dliiin Dlooon.

Tadataaaa! Ed eccolo lì. Il mio selezionatore. Un uomo sulla quarantina. Alto, abbronzato e ben vestito. Modi educati ed affabili. «Bene, perché vorrebbe fare questo lavoro?» Ah! La so:«Sono rimasta piacevolmente colpita dalla particolare attenzione che prestate alla persona e all'etica». «Perché sarebbe adatta a questa lavoro?» Ah! So anche questa: «Perché lavorando con i bambini ho imparato ad ascoltare attivamente e a comunicare in maniera chiara, semplice e diretta». «E per quanto riguarda la parte commerciale? Si vedrebbe a vendere?» Non la so, ma improvviso: «Ho iniziato a lavorare da poco più di un anno: ho colto ogni occasione e mi sono ritrovata ad avere competenze che mai avrei pensato di possedere, quindi, perché no.» Immaginaria auto-pacchetta sulla spalla: brava Annaccì.  Lo sforzo di improvvisazione, però, mi è costato caro: salivazione azzerata e colorito paonazzo. «Mi sembra un po' troppo chiusa per questo lavoro...». Colta in fragrante! Brava Annaccì,però, su questo ci devi ancora lavorare. Ah, già, rispondi proprio così, consapevole dei tuoi limiti e pronta a superarli: «Si è vero sono timida, ma è un aspetto del mio carattere che sto smussando, gettandomi in situazioni professionali che presuppongano il contatto col pubblico.» «Va bene...senta...ci ritroviamo la prossima settimana per approfondire il colloquio e valutare bene insieme.» Grazie, stretta di mano e via!

Bilancio: Hai colto l'occasione. Ti sei preparata con precisione e metodo. Hai affrontato il colloquio con prontezza e flessibilità. Al prossimo, più sorrisi, più salivazione e meno rossori in viso (Spud di Trainspotting NON docet). Ma va bene così, non dimenticarti che sei femmina e che quello che conta è il percorso. Brava Annaccì!


6 thoughts on “Cronistoria di un colloquio di lavoro

  1. yeee bravissima Annaci! mi sudano ancora le mani, mi sembrava di essere lì con te al colloquio! magari non prendere le anfetamine come Spud la prossima volta…o si?? un bacio!

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