JFK: se fosse stata una presidenta?

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Jhon Kennedy. Oggi ricorre l'anniversario della sua morte. Di lui, tra le altre cose, si ricordano le donne.

Le amanti, le avventure, le scappatelle: le 'conquiste'.

 E poi la moglie: 'la first'. 

Tutti lo sapevano. Delle sue amanti, avventure, scappatelle. Lo sapeva anche 'La first' che è rimasta con lui 'nonostante tutto'. Perché, in fondo, è stata 'l'unica che abbia mai amato'. Così, la si ricorda 'La first'. Quella che 'nonostante tutto', 'l'unica che abbia mai amato'. La moglie. Lo sapevano i suoi collaboratori che lo ammonivano. Ma alla fine, lo lasciavano fare. Sopra, ci buttavano un velo. E nessuno diceva. Era normale, in fondo. Le amanti erano avventure, scappatelle. Conquiste. Così le si ricorda. Non persone, donne. Perché, un uomo di potere, quello fa. Conquista.

E poi, ognuno nella vita privata fa quello che vuole. Perché un uomo di potere non dovrebbe? Che importa delle amanti, avventure, scappatelle e bunga bunga. L'importante è che faccia bene il suo lavoro. Anzi, beato lui!

Mi chiedo, però: «se fosse stata una presidenta? Se fosse stata una presidenta, femmina, ad avere amanti, avventure scappatelle, la si ricorderebbe allo stesso modo?».

«Basta una macchia, piccola, minuscola. Basta una macchia sulla reputazione di una donna, per sporcarla tutta». Mi rispondo così. Con la frase che mia madre mi ripete, fin da quando ero una ragazzina.


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