Gossip sul discorso di Jodie Foster?! Vi prego no!

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Jodie Foster

Scorrevo la galleria fotografica di Repubblica.  Distrattamente. Senza troppo pretese. Alla ricerca di una notizia farlocca. Di una foto in bianco e nero. Di uno stupido sorriso che illuminasse un mio black out mattiniero.

E, invece, ho trovato questo: Gossip, sarebbe Mel Gibson il padre biologico dei figli di Jodie Foster.

Intendiamoci. Non ho nulla contro il gossip in sé, ma questa non la dovevano proprio fare.

Torniamo indietro. Di appena una settimana. Cerimonia dei Golden Globe. Jodie Foster vince il prestigioso premio alla carriera Cecil B. DeMille. Seguono sette minuti di brillante e sobria autenticità che stanno allo star system come l'acqua nel deserto. Sette minuti di brillante e sobria autenticità a cui la stampa ha subito affibbiato un'etichetta. Riduttiva, superficiale e banale, come solo le etichette sanno essere. E, così, quei sette minuti di brillante e sobria autenticità sono diventati il "Coming out di Jodie Foster".

Se la vogliamo dire tutta, i coming out, in realtà sono stati almeno quattro.

Il primo: I'm fifty! I'm fity! Urlato. Trionfante. Davanti una platea botulinata e ceronata.

Il secondo:«I aaamm...single». Solennemente ironico. Argutamente spiazzante. Spiazzante per tutti quelli che-giornalisti, associazioni gay, fan-si aspettavano almeno una parolina magica: "omosessuale", "lesbica". Sorry. Niente di tutto questo, perché, continua, l'attrice «il mio coming out l’ho fatto mille anni fa, nell’età della pietra, nei tempi in cui una ragazzina fragile si confessava prima con gli amici più fidati,gli amici, i colleghi, e poi – sempre più orgogliosamente – con chiunque la conoscesse, anzi, con chiunque incontrasse. 

Il terzo. Riduttivo, persino definirlo coming out: «Non potrei mai stare qui senza rendere omaggio a uno dei più grandi amori della mia vita, la mia eroica co-genitrice, la mia ex partner in amore e sorella dell’anima per la vita, il mio confessore, compagno di sciate e consigliere, la mia migliore amica da venti anni e per sempre, Cydney Bernard. Grazie, Cyd».  Una dichiarazione d'amore, piuttosto. La dichiarazione di  un amore così totale e totalizzante da non poter essere categorizzato.

Il quarto. Un'altra dichiarazione d'amore. Disperatamente tenera. Intensamente delicata.  «Mamma, lo so che sei nascosta da qualche parte dietro quegli occhi blu, e che ci sono molte cose che non capirai stasera, ma ecco l’unica che conta: ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene. E spero che, se lo dico tre volte, magicamente ti entrerà nell’anima e ti darà la gioia di sapere che hai fatto bene, nella vita. Sei una grande mamma. Ricordalo e portalo con te, quando sarai pronta per andare».

Capite cosa intendevo per brillante e sobria autenticità? Capite la mia indignazione di fronte alla spasmodica curiosità su chi possa essere il padre biologico dei  figli di Jodie Foster?

Cari giornalisti, quindi, fate pure gossip, ma, vi prego, vi scongiuro, non insudiciate questi momenti di rara bellezza!


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