Vanessa di Cose Vane

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Cose vane bigiotteria artigianale Pisa

Cose Vane 

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'Ne hai fatte di cose, Vanessa!'

«Tutto è iniziato per gioco», scrive Vanessa sul suo sito. E passandosi, tra le mani, una lunga collana di resina nera, mi racconta: «Da ragazza ho conosciuto un'anziana signora. Faceva bigiotteria artigianale. Un pomeriggio mi invitò a casa sua. 'Vieni, ti mostro cosa faccio', mi disse. Quel pomeriggio, mi insegnò a lavorare  il filo metallico con le mani».

Vanessa il filo ha continuato a lavorarlo. Sempre con le mani che sono, tutt'ora il suo attrezzo preferito. «All'inizio ci facevo i ragnetti. Sai da ragazza ho avuto il mio periodo darkettone». Sorrido: chi non ha avuto il suo periodo da ragazza. «I ragnetti li vendevo alle fiere, ai mercatini. Insieme ai nidi». I nidi? Sono curiosa, le chiedo di spiegarmi. «Prendevo tanti fili di metallo e ci infilavo perline, pietre, tutto quello che trovavo in casa. Quei fili poi li aggrovigliavo e ci facevo dei nidi, appunto. E con i nidi ci facevo collane, bracciali e anelli. Aspetta, ti faccio vedere». Vanessa va sul retro del negozio e mi mostra i suoi nidi. Due collane, colorate, importanti. Che bello le conserva ancora. E mentre guardo le collane-nido, vedo Vanessa. Vedo Vanessa ragazza, nel suo periodo darkettone, mentre piega, infila, aggroviglia.

E con quest'immagine negli occhi, guardo il bracciale ramificato. Elegante intrigo di fili argentati, cristalli e perle di Murano. Storica creazione che, da otto anni, veste i polsi delle affezionate clienti di Cose Vane. E se prima quel bracciale era bello, ora che conosco la storia dei ragnetti, dei nidi, ora che ne conosco l'origine, lo è ancora di più.

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A Vanessa piace nominare l'origine delle sue 'cose'. «All'epoca dei rami collaboravo con Caterina, un'artista di Livorno che lavora il vetro di murano. Ero in fissa col vetro, in quel periodo. Con Caterina, abbiamo fatto tante cose belle. Tra queste, la collezione 'Una tira l'altra'». Come le caramelle. Perché sembrano proprio delle caramelle, le perle di vetro, realizzate da Caterina. E come le caramelle, così è per i ricordi. Uno tira l'altro. «In realtà, l'idea mi è venuta osservando la tecnica di un'artigiana tedesca. Soffiava bolle di vetro e, quando erano ancora calde, le passava nell'ombretto, quello per gli occhi. Geniale!».

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L'anziana signora, Caterina, l'artigiana tedesca. Per noi femmine, l'origine delle cose è, quasi sempre, una persona. In carne ed ossa. Oppure, un'esperienza. La visita ad una mostra, ad esempio. Come è successo per la collezione 'Andy Warhol'. O facendo la spesa dal rifornitore di fiducia. Che tra perline, resine, fili e cristalli le idee fioccano e poi «Mi ci sporco le mani. È una gioia andarci», mi rivela Vanessa.

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Già, Vanessa si sente bene quando lavora. Perché il suo lavoro lo ama. Ama fare, creare cose con le mani. Da sempre. Da quando era piccola che faceva corsi di origami e pittura. Fino a quando ha lasciato uno stipendio sicuro per fare, di quel gioco, di quella passione il suo lavoro. Vanessa sa quello che desidera e lo realizza. Glielo dico: «Cavolo Vanessa! Sei una donna determinata!». Lei mi guarda stupita. Poi abbassa gli occhi e sorride. Imbarazzata. Come se il suo valore lo avesse realizzato in quel momento. Quando l'ho chiamato per nome. Succede anche questo a noi femmine.

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E allora, Vanessa lo nomina anche lei il suo valore. Così: «Capita, a volte, raramente, che ripasso, ad una ad una, tutte le creazioni che ho realizzato in questi anni, tutte quelle che sono in giro addosso alle mie clienti. E, allora, mi dico: 'Ne hai fatte di cose, Vanessa!'». Sorrido. Perché lo faccio anche io. Di trarre forza dal mio percorso. Ed è sempre bello sentire quella forza nominata da un'altra, come me.

Torno all'intervista e chiedo a Vanessa di raccontarmi il nome del negozio. Cose Vane. «'Vane' ha un doppio significato. Vane come diminutivo di Vanessa e Vane come le cose che faccio io. Sfizi non indispensabili, ma che ti rallegrano la giornata».

E Cose Vane la giornata te la rallegra per davvero. Solo entrandoci. Ovunque penzolano bracciali, collane e orecchini. A forma di chiavi, cuori, rose, ventagli, cammei. Bici addirittura. E tutti insieme, i gioielli, come creature dotate di vita propria, animano e illuminano l'aria. E la colorano, soprattutto. «Mi piacciono i colori e mi piace abbinarli. Devo dire che mi riesce anche bene», ammette Vanessa. A se stessa, soprattutto. Perché io lo so. Lo vedo che, in ogni sua creazione, di colori ce ne sono due, tre, quattro, uno accanto all'altro. Ed è come se li avessi visti così, da sempre. Insieme.

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Cose Vane la giornata te la può anche svoltare. Come è successo a quella ragazza. Una cliente che ha visto una cosa vana prendere vita sotto i suoi occhi. Lì, sul momento. «Vedi anche questo è il bello del mio lavoro», mi dice Vanessa. Che a rendere felici le clienti ci tiene. Non le molla un attimo. È tutta un 'Possiamo tagliare qui', 'aggiungere un pezzo là', 'Aspetti le faccio vedere, questa', 'La perla la preferisce bianca o rosa?'. Vanessa  con le clienti ci entra in relazione. Di quella relazione bella. Di quella relazione nostra. Di quella relazione che crea. Cose nuove. «Anche cose belle, devo dire», mi rivela Vanessa.

Faccio a Vanessa un'ultima domanda. «Una domanda cattiva, però» le dico, tranquillizzandola con un sorriso e continuo: «Perché una cliente dovrebbe comprare le tue creazioni?». «Me lo dovresti dire tu», mi risponde imbarazzata, Vanessa. Insisto: «No, me lo devi dire tu». Vanessa ci pensa su, per qualche secondo. E alla fine, esclama:«Perché sono belle!». Ci riflette ancora un po' e, come un fiume in piena, continua:«perché i materiali sono di qualità. Perché li scelgo io. Io personalmente. Perché le mie creazioni sono uniche, originali. Perché le faccio io, con amore, cura, passione».

Sorrido. Avrei detto proprio così, ma sono contenta che lo abbia detto lei. E, allora, a Vanessa che voleva sapere se il servizio da me a offerto fosse a pagamento, le chiedo di pagarmi con una sua creazione. Un paio di orecchini cammeo, blu a fiori bianchi. Le chiedo di pagare il mio valore col suo. Perché il valore femminile si costruisce, così. In relazione.

[Grazie a Laura Boscaglia, videomaker di Nibiru Video che dall'obiettivo della sua Nikon ha catturato preziosi frammenti di valore]


5 thoughts on “Vanessa di Cose Vane

    • Ti ringrazio Valeria, ho solo tirato fuori il valore di Vanessa dalle sue splendide creazioni. Ricambio i complimenti, il tuo blog è molto bello, ti seguirò con piacere 🙂

  1. Brava!!! mi è sembrato di essere entrato in quel negozio laboratorio e vedere e sentire l’atmosfera
    magica di quel posto e, poi, la signora Vanessa è come se l’avessi conosciuta da sempre. Naturalmente complimenti al servizio fotografico dell’amica Laura.
    Io direi di valutare bene l’idea: sareste un’accoppiata vincente.

  2. Grazie Annachiara, il tuo articolo è bellissimo, hai veramente centrato il senso del mio lavoro. È stato un piacere parlare con te, vai avanti così.. Dimenticavo, le foto sono bellissime.. BrAve, bella coppia che siete.. Continuare così.

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