Silvana di ‘Le borse d Silvana’

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mani di silvana a lavoro

Le Borse di Silvana

Per vederle: www-macsi.blogspot..it

Per acquistarle: silvanalib@gmail.com

‘Hai davanti a te un contenitore di sogni’

«Ho iniziato a fare borse solo da un anno», mi rivela Silvana. «Solo da un anno?!», esclamo io che l’ho ascoltato il fiero silenzio delle sue borse. E dice tutt’altro. Dice di mani esperte. Esperte di quell’esperienza intensa, totale.

Ed è così, in effetti. Lo scopro dopo. Dalla voce argentina di Silvana. Che le borse le fa solo da un anno, ma è da una vita che fa tutto. GraficagioielliquadriMarmellate, addirittura. E poi, fiere, mercatini, mostre. A Torino. La sua Torino. E a New York. E a Parigi. Ora, anche in Toscana.  «Io sono una che non si ferma». Silvana chiosa, così, il racconto del suo percorso. Con sguardo fiero, come le sue borse. E dopo una pausa, di quelle pause che preludono a tanto, Silvana si accende in un sorriso. Vispo, vitale. E aggiunge: «Stellina, guardami: hai davanti a te un contenitore di sogni». A queste parole, mi accendo. Anch’io, in un sorriso. Affascinato, ammirato. Silvana viene al mondo insieme ai suoi sogni.

«Le ho tentate tutte, sempre», mi dice, «Come quando ho fatto domanda per esporre al Bijorca di Parigi»., il festival internazionale del bijoux. La vetrina delle vetrine per chi fa gioielli. «I miei bulloni sono piaciuti» dice Silvana, parlando delle sue creature. Creature di bulloni, appunto. E viti, molle e radiotransistor. Il Bijorca le ha assegnato uno stand. Già. Perché i sogni chiamano occasioni. E i sogni di donna, chiamano altre donne. «Le mie amiche mi hanno aiutato, sempre. In ogni modo». Amiche come Maria Rosa che ha presentato i quadri di Silvana al Centro per l’arte Otello Cirri di Pontedera. Anche loro sono piaciuti. E, dopo sette anni, anni in cui aveva pensato di chiudere le porte alle pittura, Silvana è tornata ad esporre. Ancora bulloni, viti e pinze. Ingranaggi e strumenti industriali che nelle mani di Silvana prendono vita, liberano bellezza.

E i sogni di donna fanno altro. Chiamano altri sogni, di altre donne. «Se non fosse per Silvana quest’anno non avrei mai partecipato al mercatino di Natale», dice Silvia che con Silvana condivide il banco. Con le proprie creature. Ed è bello guardarle, Silvana e Silvia, mentre ognuna promuove le creature dell’altra. Come fossero le proprie. «Sono cresciuta tra donne. In famiglia, anche la gatta era femmina». mi racconta Silvana ridendo, «Ecco perché ho un rapporto sereno con le altre donne».. Poi, si illumina e aggiunge «Se sono così è merito di mia madre. Mi ha lasciato un’eredità importante. Da lei ho imparato ad apprezzare le cose semplici, ho imparato a trarre forza da tutto. Anche dalle difficoltà». Come quando Silvana è arrivata in Toscana. E non ha trovato lavoro come grafica. ‘Lei è troppo qualificata’ le dicevano le agenzie. E, così, Silvana, ha fatto indagini di mercato per le sigarette. «Pensa, io che non ho mai fumato», mi rivela ridendo. Di tabaccheria in tabaccheria, Silvana ha girato la Toscana. In lungo in largo. «Mi è servito a conoscere il territorio, i toscani. Mi sono sentita più a casa».

Esperienza intensa, totale. Diceva bene il fiero silenzio delle sue borse. Borse tutte d’un pezzo. Letteralmente. Che Silvana odia cucire e le borse le ricava da un unico pezzo di cuoio. Poi Silvana quel pezzo lo assembla. Con rivetti o nastri in pelle. «Le faccio con la testa da grafica», mi dice. «Pensa che Marco, il mio compagno, mi ha confessato che lui non saprebbe farle come le faccio io». E Marco il cuoio lo lavora da 25 anni. Lui col cuoio ci fa le cinture. Quelle che, insieme alle borse di Silvana, condividono banchi e stand in giro per mercatini e fiere. «È lui che mi ha insegnato a lavorare il cuoio. È stato un buon maestro, senza mai essere invadente», mi racconta Silvana piena di gratitudine e ammirazione. «Ci sono differenze tra i vostri modi di lavorare?» le chiedo curiosa.  «Si Si», mi risponde lei, prontamente, «Lui è più focalizzato sulla tecnica. È minuzioso, preciso al millimetro. Non riesci a trovare un difetto alle sue cinture».

cinte pelle pelletteria artigianale toscana

«Io sono più istintiva. Forse leggermente meno precisa, ma il risultato c’è». Silvana il cuoio lo lavora a modo suo e lo lavora bene. «Mi metto il pezzo davanti e interagiamo: allora, come ti faccio?», racconta, mimando la scenetta,. «Ogni volta è un’avventura diversa. E mi piace». Silvana non usa modelli. Si lascia guidare dalla forma della pezzatura che si trova di fronte. Come per la pochette rossa. Quella con la patta ondulata. «È bellissimo questo movimento, come lo hai realizzato?» le chiedo. «Ce l’aveva in origine il pezzo di pelle che ho lavorato», mi dice sorridendo e alzando le spalle, «Mi piaceva, l’ho lasciato così».

pelletteria artigianale toscana

Silvana è come le sue borse. Autentica. Meravigliosamente autentica. Si piace e si lascia così. Che parla con i pezzi di cuoio. Che sogna come una bambina. Che vive come una donna. 

[Grazie a Laura Boscaglia, videomaker di Nibiru Videoche dall’obiettivo della sua Nikon, ha catturato preziosi frammenti di valore. ]


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