Grazia di Fiori di Mamussi

Postato il

fiorista pisa toscana

Fiori di Mamussi

Via Vittorio Veneto-Pisa

'Oggi non è uguale a ieri e domani non è uguali a oggi'

«Io non ho fatto corsi da fiorista, sono autodidatta». Esordisce, così, Grazia. Fiera dei suoi non-titoli. E fiera del suo percorso. Che nel 2010 Fiori di Mamussi ha compiuto dieci anni e Grazia quella data l'ha fatta dipingere sul muro. In numeri romani. 'Mamussi MMX'. Scritta bella, preziosa. Più di ogni attestato. Ma ancor più bello e prezioso è il modo in cui Grazia vive il suo percorso. «È tutto un progredire» mi rivela, «oggi non è uguale a ieri e domani non è uguali a oggi». Perché Grazia vive il momento «lo devo proprio toccare con mano» mi dice. Sorrido, ammirata. Ammirata dalla sua capacità di vivere il proprio tempo. Che è tempo femminile. Non logico e nemmeno lineare. Ma fluido, come lo scorrere dei momenti propizi.

fiorista pisa toscana

Ed è proprio da uno di questi momenti che nasce Fiori di Mamussi. Quando Grazia sceglie di riempire il proprio tempo con se stessa. Non per necessità o per bisogno. «È una cosa che ho fatto per me» mi confida «questo mi ha aiutata tanto». L'ha aiutata a estrapolare bellezza lì dove non c'era. Lì dove si trova il suo negozio. Grigio angolo urbano che Grazia è riuscita a colorare. Rianimare. A suon di poesia. Quella dei suoi fiori. Quella di Nazim Hikmet. Parole di speranza, come le ha definite Grazia, che ti accolgono ancora prima di entrare.

fiorista pisa toscana

E poi ci entri, da Mamussi, ed è come valicare una dimensione altra. Surreale, fatata. Fiori e piante la vivono. La animano. «Io mi sento bene qui dentro» mi dice Grazia. E si sentono bene anche le clienti, i clienti.  Che da Mamussi ci andresti anche solo per respirarne la bellezza.

Mi sento bene anch'io. E mi sento ancora meglio, mentre osservo Grazia nell'atto stesso in cui quella bellezza la estrapola. Lì dove la bellezza c'è già. Dai fiori. Grazia li osserva. In silenzio. Come in ascolto. Perché «i fiori si chiamano da sé», mi aveva detto poco fa. Poi, con movimenti rapidi e decisi ne pesca un paio. «Sono amarillis, i fiori dell'amicizia», mi spiega «È un mazzo per un diciottesimo. Mi è stato commissionato dalle amiche delle festeggiata». Avvolge i robusti gambi degli amarillis con la mano sinistra e con l'altra continua a pescare. Un paio di ramoscelli di iperico, per dare profumo. Un paio di rose, perché l'occasione è importante. E poi una foglia grande, lucida per avvolgere il mazzo che nel frattempo è cresciuto nella presa salda e delicata di Grazia. Ancora un nastro, un fil di ferro e il mazzo è fatto. Niente alluminio, carta crespa.  «Il fiore non ha bisogno di tutto questo», mi spiega Grazia. E lo spiega anche ad una cliente. Una cliente che vuole trasportare un'orchidea in un sacco di plastica nera. Grazia gestisce la situazione con l'agio di chi parte da sé. Con quell'agio che non ti fa scendere a compromessi, ma ti lascia ascoltare. E così fa Grazia che ascolta, propone, riascolta e ripropone. «Non mi perdo d'animo. La cliente deve andar via tranquilla», mi dice Grazia soddisfatta. Dopo che la cliente è andata via tranquilla.

«Un'ultima domanda e poi la lascio al suo lavoro», dico a Grazia che da dieci minuti continua a controllare scadenze e commissioni, «Cosa significa Mamussi»? «Mamussi è un vezzeggiativo, in lingua slava, della parola mamma», mi spiega. «Perché è quello il senso che volevo trasmettere. Quello di mamma». Sorrido. Perché quel senso, Grazia, lo trasmette per davvero. Semplicemente essendo.

[Grazie a Laura Boscaglia, videomaker di Nibiru Video, che dall'obiettivo della sua Nikon ha catturato preziosi frammenti di valore]


2 thoughts on “Grazia di Fiori di Mamussi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *