Erika di Cuoche in vacanza

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Le mani di Erika a lavoro

Cuoche in vacanza

sito: Cuoche in vacanza

blog: Cooking classes in Tuscany

info: info@cuocheinvacanza.it

Non sono sfide. Sono proprio botte di vita!

L'avventura. Erika la chiama così, la storia di Cuoche in Vacanza, sul suo blog. Quando le chiedo di raccontarmela, Erika sospira, sorride, alza lo sguardo e allarga le mani. Per le avventure, le parole non bastano. Ma, alla fine, arrivano anche loro. E arrivano col botto: «l'avventura è stata la rinascita». E al suono di questa parola, 'Rinascita', tra le più femminesi che conosca, vibro, intimamente. 'RINASCITA', mi affretto a scrivere sul quaderno, a sorrisi cubitali. Che noi femmine, rinasciamo spesso. E rinasciamo, sempre insieme ad un'altra. «Per ricominciare, hai bisogno, sai, di quella complicità che c'è tra donne» mi conferma Erika. Che anche lei è rinata, insieme ad un'altra. È rinata insieme a Lella.

EriKa e Lella

È accaduto un freddo pomeriggio d'inverno, sulla panchina della palestra di scherma, aspettando che le figlie finissero l'allenamento. Su quella panchina, il disagio di Lella, il disagio di chi ha messo fine ad un percorso, ha intercettato quello di Erika. E sempre lì, su quella panchina, il desiderio di Lella, il desiderio di iniziare un nuovo percorso, ha acceso il desiderio di Erika. «'Noi siamo libere', le dissi», racconta Erika sul suo blog, «Siamo a zero. O si ricomincia o si rimane a zero. E, se si ricomincia, partiamo dalle nostre passioni». La passione per la cucina, innanzitutto. La cucina dei ricordi di sempre, dei ricordi di nonna.

Con voce ferma e sguardo denso, Erika, poi mi rivela: «È stata dura, peròÈ stata dura mantenere la determinazione, mentre il mondo mi diceva: 'Ma che fine stai facendo? Te, laureata 110 e lode, con master al Sant'Anna. Ti metti a cucinare a casa della gente?!'». Già, che se le avventure sono impervie, quelle in femminese, lo sono ancora di più. Per il mondo, devi andare diritto, verso il traguardo. E quando ci arrivi, solo allora, il mondo ti vede, ti riconosce valore. «Ora che ho costruito, mi dicono 'Ah, sei un'imprenditrice!'», mi conferma, mesta, Erika. 

Recensione Cuoche in Vacanza Gambero Rosso

Ma io, Erika, la vedo nel suo percorso e la ammiro per quello. Glielo dico. Che se le cose non si nominano, si perdono nel vuoto: «Erika, è straordinaria questa tua capacità di rinnovarti!». Lei mi guarda, per pochi istanti, sorpresa. E poi, a conferma di quanto le ho detto, mi rivela: «Sai, ora, sto frequentando un corso per diventare chef professionista. È che a me piacciono le sfide. Che, poi, non sono sfide», mi dice Erika, prendendosi del tempo, alla ricerca di parole più adeguate. E, alla fine, le trova:« Sono proprio botte di vita!

professional chef course

Al suono di queste parole, Erika esplode in un meraviglioso sorriso. Che quando Erika sorride, le sorride tutto. Come quando cucina. Che mi basta guardare una manciata di foto e la respiro anch'io l'alchimia che Erika riesce a creare, nelle sue Cooking classes

Esplodendo, ancora, nel suo inconfondibile sorriso, Erika, mi rivela:«Ah, io mi diverto un sacco!». E si divertono anche i suoi allievi, le sue allieve. Turisti e turiste di ogni dove e di ogni età, che Erika, da buona maestra, sa ascoltare. E ascoltando, da loro, impara tanto. «Capita che molti stranieri non sappiano fare nemmeno un soffritto», mi rivela Erika, «All'inizio pensavo:'Come farò? Non sanno le basi!'. Parlandoci ho realizzato che loro, di basi ne hanno altre. Ho imparato a conoscerle».

D'altronde Erika, nasce ricercatrice. Ricercatrice sociale, per la precisione. E, da cuoca, da maestra, non ha certo smesso di esserlo. Anzi, si è riscoperta pure ricercatrice culinaria. E la ricercatrice culinaria, ascolta, impara e si sporca le mani, anche. «Sai, da poco, ho seguito un corso per imparare a riconoscere le erbe selvatiche», mi racconta entusiasta Erika, «È stata un'esperienza bellissima! Andare in giro per i boschi e scoprire ingredienti che sono lì, in natura. Che non devi andare al supermercato, per comprarli. Sono gratis! E li puoi cucinare!», esclama Erika, sgranando gli occhi.

Per Erika, cucinare è ricerca, curiosità ed è anche «espressione d'amore». Lo scrive sul suo blog, le chiedo di spiegarmi. «A me piace esprimermi, purtroppo per gli altri!» e così dicendo, Erika ride, imbarazzata quasi. Poi torna seria e aggiunge: «Quando cucino, trasmetto all'ingrediente quello che ho in testa. Felicità, amore». Come faceva sua nonna

«È da lei che ho imparato a cucinare», mi racconta Erika, «Fin da piccola, la guardavo, la ascoltavo. Mi comprò anche un mattarellino, sai. Però, ho capito tardi cosa significasse cucinare per lei. Cosa significasse davvero. Ho sempre pensato che si limitasse a replicare ricette tramandate da generazioni. Poi, ho capito che, per mia nonna, cucinare era una coccola, un gesto d'amore», continua Erika con la voce carica di tenerezza.

La suocera di Erika a lavoro

'Per la donna la cucina è un dovere, un'abitudine, ecco perché non esistono chef donne', mi disse una volta un uomo. Allora, non seppi cosa rispondere. Ma ascoltando Erika raccontare sua nonna, trovo le parole: 'La donna che cucina per dovere, che cucina per abitudine è una donna immaginata, non reale'. Racconto i miei pensieri ad Erika. Lei mi guarda e, in silenzio, annuisce. Poi, all'improvviso, aggiunge: «Sai, quello che è successo con mia nonna, ora sta accadendo con mia suocera. A volte la porto insieme a me alle cooking classes. All'inizio era a disagio. 'Qui, tu rappresenti un valore aggiunto!', le ho sempre detto. Ora, ci ha preso gusto», mi racconta Erika divertita. Succede anche questo a noi femmine. Che quando impariamo a vedere una sola donna, oltre il ruolo che il mondo le ha assegnato, poi, continuiamo a farlo con tutte. 

Le cuoche in vacanza

Quando impariamo a vedere una donna, per quello che è, poi lo facciamo anche con noi stesse. Soprattutto, con noi stesse. E allora, la fine di un percorso diventa una rinascita. E le sfide non sono sfide, sono proprio botte di vita. 


2 thoughts on “Erika di Cuoche in vacanza

  1. Ieri, appena letto il tuo post, ti ho subito inviato una mail, non potevo non farlo immediatamente. Era il mio modo per dirti grazie che, se non poteva essere diretto come un forte abbraccio, sicuramente era veloce ed improvviso.
    Lascio quindi, come commento, il contenuto di quella mail, che da privato si fa pubblico, in questo tuo splendido Blog!
    “E’ bellissimo e sono commossa…nonchè stordita, quasi come dopo una seduta di psicoterapia…
    Domani ti chiamo per dirtelo di persona.
    L’ho appena letto ad una delle mie bimbe; grazie Annaccì, leggere quello che scrivi è un piacere, ed è ancora più un piacere l’averti conosciuta.
    Buona serata e a presto
    kika”

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