A lezione da Virginia #1

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Dal Film Orlando di Sally Potter. Scena del labirinto.

Dal Film Orlando di Sally Potter. Scena del labirinto.

Adesso posso scrivere e scrivo.

Orlando aveva messo le cose in modo tale da trovarsi in un'ottima posizione; non aveva bisogno di lottare col suo tempo, né di sottomettervisi; gli apparteneva, pur restando se stessa. Perciò adesso poteva scrivere e scrisse. Scrisse. Scrisse. Scrisse.

'Orlando', Virginia Woolf 

Orlando è un nobiluomo che, a un certo punto della sua vita, si risveglia donna. Da donna il mondo le nega titoli, proprietà. Le nega esistenza. Ma lei va, attraverso il mondo, i secoli. Sempre, con la curiosità di chi nasce a vita nuova.

Io come Orlando, sono rinata femmina e quella curiosità la conosco bene. La curiosità di riscoprirsi, giorno dopo giorno. E giorno, dopo giorno, finalmente essere.

Ma non è facile stare al mondo da femmina. È tutto un 'Fai!', 'Corri! Il mondo non aspetta mica te!'. E, allora, io faccio, corro, ma nella estenuante ricerca di un posto nel mondo, perdo quella curiosità, quel guizzo. Alla fine, perdo me stessa.

Ed è come lottare contro i mulini a vento, correre in un labirinto.

Non mi rimane che fermarmi. Riprendo il blog, riprendo la mia vita da femmina. Non per scrivere. Solo, per 'ascoltare il suono di me quando sono me'. Per rientrare in me e, da lì, nel mondo. Senza lottare, né tanto meno  sottomettermi.

Non è necessario, 'io nel mondo ci sono già'. L'avevo scritto, più di un anno fa. Lo avevo dimenticato.

Già. 'Io nel mondo ci sono già e desidero starci a modo mio'. Dopo venti giorni di stallo, adesso posso scrivere e scrivo. Scrivo. Scrivo. Scrivo.

Proprio come lei. Come Orlando di Virginia Woolf.


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