A lezione da Emily #1

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emily dickinson «Per me, leggere significa viaggiare, come in quella poesia di Emily Dickinson», mi aveva detto Daniela del Circolo LaAV di Pisa. L'ho cercata quella poesia, eccola:
Non esiste un vascello veloce come un libro per portarci in terre lontane né corsieri come una pagina di poesia che si impenna – questa traversata può farla anche il povero senza oppressione di pedaggio tanto è frugale il carro dell’anima.
La leggo. Per prepararmi alla Sesta Giornata Nazionale LaAV-Letture ad Alta Voce, da un'autorevole maestra di femminese.

La leggo e mi tornano alla mente altri versi. Quelli di Wislawa, dalla poesia 'Come scrivere un curriculum'. Che quando scrivi un curriculum, di quelli che li scrivi 'come se non parlassi con te stessa', 'i viaggi contano solo se all'estero'.

Le leggo le mie maestre di femminese e penso al mio curriculum, quello autentico. Sarà bene che lo aggiorni con la sezione viaggi'. Che di traversate, su vascelli veloci, verso terre lontane, ne ho fatti tanti.


One thought on “A lezione da Emily #1

  1. per i giovani, leggere oggi, é faticoso e ritenuto quasi inutile. Oggi c’è la TV, il PC,il tablet, l’iphone, tanti anni fa, quando tutto questo non c’era, il libro era l’unico mezzo per viaggiare, per fantasticare, per sognare. Quante notti insonni ho passato per per finire di leggere un libro, tanta era l’ansia di arrivare in fondo.

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