Siediti, ti leggo una storia

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Chiara e L'albero delle storie

Chiara e l’albero delle storie

Prendo l’autobus? Ma no, è sabato, il mio sabato. E c’è il sole. Il mio assolato sabato, allora, me lo passeggio. Faccio bene. Che passo, dopo passo, lungo il corso, incontro Chiara e Daniela del Circolo LAaV-Letture ad Alta Voce di Pisa. «Siediti», mi dicono, «ti leggiamo una storia». Sorrido. Dal mio assolato sabato, non aspettavo altro, se non questo. Ascoltare una storia, proprio qui, in pieno corso, seduta su un lenzuolo maculato, all’ombra di un albero speciale. L’albero delle storie.

Di storie l’albero ne ha tante. Prima fra tutte, la sua. Daniela me la racconta:

C’era una volta, un grosso ramo, sopravvissuto alla potatura. Giaceva solo soletto ai bordi di un campo. Pioveva ininterrottamente, da giorni. Povero, era tutto bagnato. L’ho portato a casa e l’ho asciugato per bene. L’ho rivestito di caldi scampoli colorati e l’ho accomodato vicino alle fiamme del camino. Non troppo vicino, però! Doveva scaldarsi, mica bruciarsi! E così, vicino al camino, ma non troppo, il grosso ramo è rimasto ad ascoltare le storie che, ogni sera, racconto ai miei bimbi. Storie di topi che mangiano gatti e di mucche che pascolano sospese in cielo. E l’indomani, con grande sorpresa, il grosso ramo era carico di frutti speciali. Favole, fiabe, poesie e filastrocche. Da quel giorno, grato del nostro amore e delle nostre cure, il grosso ramo ha continuato a donarci storie, sempre dolci e succose. Lì, pronte per essere colte, da chiunque ne abbia voglia.

Ascolto la storia dell’albero delle storie, stregata, dall’appassionata voce di Daniela. «Dovresti vedere i bimbi, le bimbe! Come si divertono a cogliere le storie dall’albero!» mi rivela, «Loro ci credono davvero. Come con Babbo Natale». A dire la verità, ci credo anche io. Che se alle storie ci credo, me le godo appieno. Le storie per piccini, come le storie per grandi. Che se chiudo gli occhi, le vedo le farfalle gialle che volteggiano attorno Mauricio Babilonia. Le vedo per davvero, mentre Chiara legge il celeberrimo passo di Marquez da un vissuto volume di ‘Cent’anni di solitudine’. Lo ha tirato fuori, da una borsina di tela carica di tanti altri libri. Una delle lettrici LaAV, ci scherza sù: «Che c’hai lì dentro? L’enciclopedia Treccani?!». «No, la Treggatti», risponde Chiara, sorridendo. Sorrido anche io. «È bello vedere persone che dedicano il loro tempo a scegliere un libro, a selezionare, al suo interno, quelle due, al massimo tre, paginette che per loro sono più significative», mi dice Daniela, emozionata dalla morbida dedizione delle sue compagne e dei suoi compagni di lettura. Questa volta, lo scenario è diverso. Sono in una delle accoglienti salette della Liberia Blu Book di Pisa ed è in corso una delle riunioni del Circolo LaAV. Una riunione speciale, perché,  il Circolo LaAV di Pisa compie un anno«Siamo nati il 23 aprile 2103. Della Giornata Internazionale del Libro. Proprio qui, al Blu Book di Pisa», mi racconta Daniela, con gli occhi e la voce carichi di tenerezza. Quella che mi sta raccontando è la storia di una delle sue creature. «Spippolavo su internet e ho visto un annuncio: ‘Cercasi coordinatrice per Circolo LaAV di Pisa’. Sai quando le cose ti si illuminano all’improvviso davanti gli occhi?» mi dice, divertita dalla puntuale casualità del momento propizio, «Così, ho incontrato Martina, la coordinatrice nazionale dei Circoli LaAV ed è eccoci qui». Eccole ed eccoli qui, dopo un anno, a leggere ed a ascoltare. A nutrire e a nutrirsi.

Compleanno Circolo LaAV di Pisa

Dolci sorrisi delle lettrici e lettori LaAV.

A nutrirsi, proprio così. «Che leggendo ad alta voce, io mi nutro» mi dice Daniela, di fronte una Torre di Pisa particolarmente pendente, «mi nutro dell’ascolto della mia voce, dell’ascolto altrui». L’ascolto delle sue compagne e compagni di lettura. Che ‘questo libro proprio non lo conoscevo’. L’ascolto dei bimbi, delle bimbe. Che alle storie ci credono davvero.  L’ascolto degli anziani e le anziane della RSA di Mezzana. Che, quando il Circolo LaAV, arriva, loro sono già pronti, pronte, sulle seggioline, già da un quarto d’ora. L’ascolto del signore in giro per la città. Che questa proprio non se l’aspettava, ma ci sperava.

Circolo Laav Pisa per la città

Martina, coordinatrice nazionale dei Circoli LaAV, durante un’incursione letteraria per le strade di Pisa.

«Laav non è un circolo per pochi eletti», mi spiega Daniela. «Non si legge per discutere e nemmeno per fare i Gassman. Al Circolo Laav, si legge per donare voce a chi vuole ascoltarla». E a queste parole, sorrido. Non ho più alcun dubbio, l’albero delle storie esiste, davvero.

Per chi desideri ritrovare il piacere di leggere e ascoltare, tenga d’occhio gli eventi del Circolo LaAV di Pisa sulla sua pagina Facebook. Per i non pisani, cercate il Circolo LaAV più vicino a voi, su www.narrazioni.it.

 


One thought on “Siediti, ti leggo una storia

  1. Cara Annacì…in quanto volontaria del LAaV pisano non posso che gioire alle tue parole ed essere in pieno accordo con la mitica Daniela…Il circolo non è un posto per pochi “eletti” apprezzando il gioco di parole; si legge, è vero, ma per il puro gusto di farlo, senza orpelli, gargarismi, preconcetti, quando si può e dove ci è concesso: ergo chiunque può farlo, basta il tempo e la voce.
    Si dona, questa è la parola chiave, il nostro tempo e in cambio si riceve la gratitudine degli anziani, i sorrisi dei bambini, gli abbracci degli amici che ci seguono in diretta o sulla pagina FB. E’ bello, dal canto mio, avere persone con le quali condividere ciò che ci piace! E’ grandioso avere una cassa di risonanza come la tua. Grazie di seguire, amplificandole, le nostre avventure libresche !! 🙂 <3

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