Quella biblioteca, in ospedale è importante

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Mercatino di Natale Lettori Pazienti Ospedale di Pontedera

Ho sempre provato estremo disagio tra i corridoi sterili degli ospedali. Questa volta, è diverso. Entro nell'Ospedale Lotti di Pontedera e sorrido. Accanto alle file dell'accettazione, c'è un mercatino di libri usati. Colorato, luminoso, vivo. È il mercatino di Natale, organizzato dalla Biblioteca Lettori Pazienti, per autofinanziare le proprie attività.

La biblioteca è poco più in là, in una saletta nell'atrio dell'ospedale. È lì dal 2007, da quando il progetto Lettori Pazienti ha, finalmente, ottenuto una sede. «Vedi, quello è il carrello che usiamo per portare i libri in corsia», Loretta, dipendente dell'ospedale e bibliotecaria volontaria, mi mostra la sua, la loro creatura. «Quello, invece, è il pannello che vogliamo togliere e, al suo posto, costruirci delle mensole», mi racconta Loretta. Quelle mensole sono importanti. Lo sento dal suo tono. Fermo e appassionato. Come quello di una madre che progetta la nuova cameretta per il figlio, la figlia che sta crescendo. Quella Biblioteca è importante. Lo è per tutti e per tutte.

Lo è per Laura, giovane donna, minuta ed energica, che quella Biblioteca la gestisce e anche, mentre mi racconta la storia di 'Lettori Pazienti', continua a sistemare, i libri del mercatino. Quella biblioteca è importante, per Marco che arriva trafelato, con una scatola piena di giochi. Quiz, cruciverba, indovinelli. Li ha preparati lui, per intrattenere gli acquirenti. Quella biblioteca è importante, per i pazienti e le pazienti, che dentro i libri restituiscono tutta loro gratitudine, con qualche riga, su un bigliettino. Quella biblioteca è importante, per me che trascorro l'intera giornata a vendere libri. A quel vecchietto che di libri ne ha già 1100, ma non sono mai abbastanza, a quella ragazza che adora i mercatini dei libri usati e si complimenta per la bella iniziativa, a quella signora che ha due nipotini e una nipotina e desidera iniziarli/le al piacere della lettura. E a me stessa che torno a casa, con una pila di libri, felice di aver contribuito alla costruzione di quelle mensole.


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