Poesie in bottiglia

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  A San Miniato, lungo Vicolo Carbonaio, una poesia in femminese oscilla al vento dentro una bottiglia. Ma non è sola. Ce ne sono decine e decine, tutte in attesa di sbocciare. Manca poco oramai, perché domani 21 marzo, alle 15:00 ci sarà l'apertura delle bottiglie e la lettura delle poesie che custodiscono, da settimane. Si tratta della seconda edizione di Poesie in bottiglia, una bella iniziativa di promozione territoriale, a cui ho partecipato con entusiasmo. san miniato eventi pisa toscana instagram Da sempre, i messaggi in bottiglia, solleticano la mia fantasia. È una pratica che dischiude infiniti e imprevedibili scenari. Immaginati, desiderati, reali. Da stare lì, con lo sguardo verso l'alto, il sorrisino sulla bocca e l'indice che picchietta la guancia. Ed è con questo stesso sguardo e questo stesso sorrisino che penso al femminese. Il femminese è una lingua dimenticata, poco nota ai più. Ma quando la si parla, la si ascolta, è una lingua che dischiude «infinito potenziale creativo», come direbbe la maestra Giovanna di Labodif. La poesia che ho scritto per l'iniziativa si chiama "Cruciverba in femminese". Un cruciverba senza caselle e nemmeno definizioni. Le parole da cercare sono parole da diventare:
Cerco parole, parole da diventare. Le cerco dentro. Affiorano fluide, come rugiada sulla pelle. Chiamano voce, suonano me, sono me. La me inaudita, nello sguardo di lei.

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