Formarsi è stare bene insieme

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Ostello Mario Spagnoli Perugia_2 Luogo di soglia

La tracolla carica di fogli da riempire e foto da scattare, freme felice sulla mia spalla. La accarezzo e, con passo calmo e deciso, ci incamminiamo lungo il viale di alberi dorati, verso la nostra nuova LaAVventura: il Seminario LaAV-Letture ad Alta Voce. Passo dopo passo, ci si srotola davanti l'Ostello Mario Spagnoli. Il torrione che gli svetta al centro, dice di una vita lunga, secolare. «È un importante luogo storico della nostra città», mi avrebbe confermato l'indomani, Francesca, volontaria del Circolo LaAV di Perugia, «Era la porta della città, qui si riscuotevano i dazi doganali». Ho sorriso, a queste parole. Che i luoghi soglia ho imparato ad amarli. Qui può succedere di tutto. Che si riscuotano dazi, che vi dormano turisti e turiste, che si impari a leggere ad alta voce per gli altri, altre.

Volontari e volontarie

Nella hall dell'Ostello, volontari e volontarie LaAV si scambiano, sorrisi, saluti, storie. C'è chi si scambia anche nomi e strette di mano. Ma è come se si conoscessero da sempre. Che provengano dal Veneto, dal Piemonte o dalla Toscana, che siano insegnanti, studenti, cassieri o operatori cimiteriali, il valore che ciascuno attribuisce al proprio desiderio è potente. E aggrega e muove. 'Deve essere questa l'origine di tanta bellezza', penso tra me. «D'altronde lo dice la parola stessa: volontario. Noi abbiamo scelto di leggere ad alta voce, per gli altri», dice Michele del Circolo di Perugia che, negli ultimi mesi, ha dedicato tutto se stesso, per la buona riuscita del seminario.

Valigia di libri

Martina, madre sempre

E Martina, coordinatrice nazionale dei Circoli LaAV, apre i lavori, così: ringraziandolo. «Grazie, anche, a chi si è mosso da ogni parte d'Italia», continua Martina, «spostarsi verso qualcosa, verso qualcuno è il primo atto di amore». La gratitudine di Martina mi accende. Riconosco in lei autorità. Di quell'autorità materna, che quando dice grazie nomina valore e lo nutre. Con quella stessa autorità, Martina ripercorre la crescita della sua creatura: «Tante cose sono cambiate dall'ultimo seminario LaAV. Proprio, in questo momento, sta nascendo un nuovo Circolo LaAV a Salerno». E poi, Martina, legge, ad alta voce, per noi. «Perdonate l'emozione» dice dischiudendo le pagine di 'La pazienza dei bufali sotto la pioggia', «non leggo ad alta voce da sei mesi, se non per il mio piccolo Bjorn». E, così, la sua lettura appassionata plana, alla fine, su queste parole.

Credere non è altro che questo. È avere tutto contro e puntare comunque. È avere il coraggio di piegare il proprio destino. David Thomas

Parole belle che risuonano. Parole che danno forza per la nuova grande scommessa: l'#insegnante LaAV. «L'insegnante LaAV è un volontario o una volontaria che sceglie di portare la lettura ad alta voce nelle proprie classi», spiega Martina, «cinque minuti prima della lezione, che sia di matematica o di storia. E perché no? Anche cinque minuti, prima di un Consiglio di classe». Sorrido. Mi piace questa sospensione della quotidiana linearità. Riscrive i tempi, gli spazi, i ruoli. Ci vedo, infinito potenziale creativo.

Federico, la forza propulsiva del padre

È il turno di Federico, fondatore LaAV, che da padre dice il grande risultato:«La notte in cui ho scritto l'idea di Letture ad Alta Voce, non avrei mai immaginato che a distanza di cinque anni, ci sarebbe stata una struttura di volontari e volontarie ad organizzare una due giorni di formazione nazionale». E da padre, muove all'azione, con autorevolezza: «L'unico modo per leggere ad alta voce per gli altri è farlo!» Non a caso, la lettura d'apertura di Federico correva spedita, verso queste parole:

Quando è tempo di attraversare il fiume, non fare domande, attraversa! J.R. Moehringer, Oltre i fiume

Sorrido. Perché proprio qui e proprio ora, assisto al maschile e al femminile, parlare insieme e, insieme, creare bellezza.

Andare verso, attraverso

Con la tracolla già carica di fogli scritti e di foto scattate, mi dirigo, insieme al folto gruppo, verso il primo seminario LaAV, attraverso Perugia. IL viaggio attraverso è importante, quanto il viaggio verso. D'altronde, lo aveva detto anche Federico, poco prima:«Formarsi è stare bene insieme». E, così, ci godiamo il viaggio nella mini metro e il paesaggio dall'alto e il giro largo, tra i sali scendi perugini, «che così almeno vedete la nostra città», dice Silva, volontaria del Circolo LaAV di Perugia. Intanto, Mirko, altro volontario LaAV del posto, è lì in cima al gruppo, a dare nomi a piazze, chiese e archi che, man mano, ci si aprono davanti.

Gli effetti speciali della lettura

Burattini

Giungiamo a destinazione: il Teatro di Figura. Quale luogo migliore, per parlare de 'Gli effetti speciali della lettura'. Lì, ci attende Mario Mirabassi, direttore del Teatro, nonché artista burattinaio. Mario ci mostra le sue meravigliose creature. «Sono così belle che mi commuovono», esclama Daniela, coordinatrice del Circolo LaAV di Pisa. E con le marionette di Mario nel cuore e nelle macchine fotografiche, prendiamo posto tra le seggioline del teatro. Sul palco Marco Bartolucci e Patrizia Garista ci raccontano, finalmente, gli effetti speciali della lettura. Già, perché ascoltare storie accende letteralmente il cervello, come si vede dalle slide di Marco. Slide che raccontano la sua ricerca, su pazienti ammalati di Alzhemer o di demenza senile. «In questi pazienti si sgretola la memoria, ma rimangono intatti il desiderio e la capacità di ascoltare storie», ci rivela Marco, «Non solo, ascoltare storie attiva la ricostruzione dei ricordi e delle parole per raccontarli». «Ascoltare storie, fa bene a chiunque», continua Patrizia, «noi stiamo bene quando siamo in grado di capire una situazione, di orientare le nostre scelte e dare senso a tutto questo. Ed è proprio quello che succede nelle storie. Ascoltandole, riusciamo a replicare questo meccanismo nella vita quotidiana». Sorrido. Ho tanto voglia di ascoltare una storia.

60 lettori in 60 minuti

60 lettori in 60 minuti

Eccomi accontentata. Al Trottamundo, di storie ne ascolto tante, tantissime, da 60 lettori in 60 minuti. E, così, lettore, dopo lettore, minuto dopo minuto, gong dopo gong, io sorrido, rido, mi emoziono. L'atmosfera è morbida, la concentrazione è alta. Sia per chi ascolta, sia per chi legge. D'altronde, anche questa è formazione per i lettori LaAV. La stanchezza, però, comincia a farsi sentire. Gruppo dopo gruppo ci avviamo ai rispettivi letti. Domani ci aspetta, un'altra giornata di formazione.

Ogni occasione è buona per formarsi

L'albero delle storie

«Io leggo sempre come se avessi davanti bambini e bambine», mi rivela Annamaria, la volontaria LaAV che mi ha gentilmente ospitato, «Anzi», continua, «basterebbe ascoltare loro, per imparare la lettura espressiva». La mia giornata di formazione LaAV inizia così, in pigiama, davanti a un caffè, con Champagne e Stella che si strusciano sul mio piede. E continua, poi, all'Ostello, nei sorrisi e nei racconti dei volontari e delle volontarie che, man mano, escono dai rispettivi laboratori. C'è chi si è rilassata, chi ha pianto, chi si è emozionata tanto. Chi ha riletto l'Infinito di Leopardi, come se fosse la prima volta. Chi ha imparato. Chi sicuramente porterà gli esercizi, alle riunioni del proprio Circolo, anche solo per fare gruppo. E così, tutti e tutte, torniamo a casa con trolley e valigie pieni di ricordi, risate, storie e nuove esperienze. Anche la mia tracolla è soddisfatta. La poso, sul sedile della macchina, la accarezzo, Non vedo l'ora di riaprirla.


4 thoughts on “Formarsi è stare bene insieme

  1. Grazie grazie grazie Annachiara. Mi hai fatto ripercorrere tutte le tappe di questa 2 giorni di seminario. Soprattutto, mi hai fatto nuovamente emozionare raccontandomi una storia in modo tanto delicato quanto profondo. E poi grazie a questo tuo racconto ho potuto vivere alcuni dei momenti che mi ero perso, troppo preso dall’organizzazione. A presto rivederci in altri luoghi. E stare bene insieme 🙂

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